Scorci affascinanti e una bellezza antica da riscoprire. Il festival come strumento di riqualificazione e occasione di rilancio.
Ariano Irpino sorge a 750 metri sul livello del mare, a confine tra la Campania e la Puglia. È una delle città più antiche del Sud Italia: le sue origini risalgono ai Sanniti, ma è in epoca medievale, con i Normanni prima e gli Angioini poi, che raggiunge la massima importanza come baluardo difensivo e centro commerciale.
La città domina un paesaggio straordinario: colline che si perdono verso il Vulture a est, la piana campana a ovest, e un cielo che al tramonto si trasforma in una scenografia impossibile da dimenticare. Il Castello Normanno, le chiese romaniche, i vicoli in pietra tufacea: tutto racconta una storia che merita di essere scoperta e valorizzata.
Faraway e TRAmonti ariaNESI sono una risposta concreta alla necessità di promuovere un territorio rimasto troppo spesso ai margini. La provincia non è un ostacolo per i suoi giovani, è un'opportunità.
La location del festival. Sulle mura medievali di Ariano Irpino, con un tramonto sulla piana campano-pugliese senza pari.
I Tranesi offrono una vista mozzafiato sul panorama arianese — un angolo incantato dove natura, storia e cielo si incontrano. Il rione, situato sulla collina tufacea sotto le antiche mura della città, è da secoli custode della tradizione ceramica locale: qui sorgevano fornaci e botteghe già dal Trecento, i cui resti sono ancora visibili nelle pietre dei vicoli.
Oggi i Tranesi sono un luogo silenzioso, abitato da poche famiglie e attraversato da chi viene a cercare il tramonto più bello della zona. D'estate, durante il festival, il rione rinasce e perfino le sue caratteristiche pietre, accarezzate da luce sempre diversa, sembrano ondeggiare a ritmo di musica.
Il nome "Tranesi" risale al Quattrocento, quando alcuni esuli provenienti da Trani — in fuga dalle guerre dinastiche del Regno di Napoli — si stabilirono su questo colle grazie all'ospitalità di Francesco Sforza, allora conte di Ariano. Da quel momento, il rione divenne simbolo di rinascita e artigianato.
Da Trani ad Ariano. Da profughi di guerra ad artigiani della ceramica. Una storia di contaminazione culturale, adattamento e radici: la stessa storia che il festival cerca di raccontare ogni estate, attraverso la musica.
Il tramonto sui Tranesi non è un dettaglio. È il motivo per cui siamo qui.
"Abbiamo creduto nel luogo più bello che conoscevamo. Poi gli abbiamo restituito la musica."
Associazione Immaginazione · Ariano IrpinoI Tranesi non sono mai stati una destinazione turistica. Nessun cartello sulla strada statale, nessuna menzione nelle guide del Mezzogiorno. È proprio questa assenza che ci ha affascinato.
Il festival non porta uno stage su un prato qualsiasi: trasforma le mura medievali, i vicoli e i belvedere del rione in un palcoscenico permanente. Per tre serate d'agosto, I Tranesi diventano il posto più interessante del Sud.
Il nostro obiettivo non è solo fare musica. È accendere una luce su un luogo che ha una forte identità, ma che spesso non sa come comunicarla. Ogni edizione del festival è anche una dichiarazione: questo posto esiste, vale, merita attenzione.
Lo dicono gli articoli sui giornali locali e regionali. Lo dice il pubblico che arriva da Napoli, da Roma, da Foggia, da Milano per stare qui, sulle mura di Ariano, ad ascoltare musica al tramonto.
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